Mozione n. 614 approvata dal Consiglio Comunale

Nella seduta del 15 febbraio 2010

“Per allestire aree verdi allergy-free”

 

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Premesso

 

-                     che il Decreto del Ministero della Sanità n. 399 del 28 Maggio 1999 classifica l’asma come malattia cronica ed invalidante costituendo oggi la terza voce di spesa dell'Assistenza Sanitaria Italiana;

-                     che negli ultimi anni si è assistito al progressivo aumento della frequenza dei casi di pollinosi e crisi asmatiche;

-                     che le allergie costituiscono la terza causa di malattia cronica nel nostro paese, riguardando circa il 20% della popolazione (oltre 10 milioni di individui), con un’incidenza in rapida crescita soprattutto nei bambini e nei giovani;

 

Considerato

 

-                     che ISPESL (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro - Dipartimento di Medicina del lavoro) classifica le specie vegetali in:

·                         Specie vegetali completamente prive di effetti nocivi

·                         Specie vegetali che causano danni di natura meccanica (mediante spine o aculei);

·                         Specie vegetali che causano dermatiti da contatto e pollinosi;

·                         Specie vegetali che contengono veri e propri tossici;

 

-                     che la pollinosi è la più classica delle allergopatie: si presenta con cadenza stagionale, durante il periodo della pollinazione in soggetti diventati specificamente sensibili ai pollini di determinate famiglie di erbe e di alberi;

-                     che in Italia oltre il 10% della popolazione presenta manifestazioni cliniche di pollinosi da allergia a piante arboree (olivo, cupressacee, betulacee, corylacee) e erbacee (graminacee e urticacee, composite, ambrosia);

-                     che le allergie respiratorie sono causate da fattori genetici ed ambientali. Tra questi l’inquinamento atmosferico svolge sicuramente un ruolo importante in quanto, interagendo con i granuli pollinici, può provocare  l’infiammazione delle vie respiratorie e facilitare la penetrazione degli allergeni scatenando l’infiammazione allergica;

 

Evidenziato

 

-                     che un vademecum, “Guida al verde pubblico sicuro senza rischio di allergie”, comprendente 81 fra alberi e piante ornamentali, è stato inviato per iniziativa della SIAIC (Società Italiana Allergologia e Immunologia Clinica), in collaborazione con AIA (Associazione Italiana di Agrobiologia), ai Sindaci di capoluoghi di Provincia e agli Assessorati all’Ambiente delle Regioni;

 

-                     che l’ARPAT, nella newsletter su tematiche ambientali n.157-2007 intitolata “IL VERDE PUBBLICO E LE PIANTE ALLERGENICHE”, invita a tenere in considerazione per il verde urbano oltre ai criteri di valore ornamentale, di coltivazione, dimensioni e uso, anche l’allergenicità delle specie arboree; a introdurre piante di tipo femminile e di varietà maschio-sterili, e non esclusivamente di tipo maschile, produttrici di polline, oltre ad  una corretta gestione della manutenzione della vegetazione (potatura e/o sfalcio);

 

Sottolineato

 

-                     che le piante da inserire negli spazi pubblici non devono essere specie arboree con polline ad elevato contenuto allergenico (cipresso, betulla, nocciolo, carpino, ontano);

-                     che il verde urbano deve essere oggetto di un’attenta politica di progettazione e manutenzione ottenuta tramite la collaborazione fra professionalità diverse;

-                     che la concentrazione dei pollini potrebbe essere ridotta da una corretta manutenzione del verde pubblico, che rende le aree più sane dal punto di vista allergenico, più gradevoli alla vista e facilita la rimozione e impedisce l’accumularsi dei rifiuti

 

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

 

·                              a dare disposizioni agli uffici del Comune preposti alla cura del Verde Urbano al fine di attuare tutte le misure utili e necessarie nel senso sopra descritto, favorendo impianti di essenze non allergeniche;

 

·                              a collocare all’ingresso nei giardini pubblici una scheda informativa che indichi quali specie di vegetazione siano presenti e riporti le caratteristiche e il grado di allergenicità delle stesse in modo da permettere ai fruitori di riconoscere le flora presente e ai soggetti allergici di non sostare in prossimità di piante che presentano rischi per la loro salute;

 

·                              a vigilare sui progetti che prevedano l’allestimento di verde pubblico affinché gli stessi prevedano le cautele sopra riportate;

 

·                              ad individuare siti per l’allestimento di aree verdi allergy-free con relativi cartelli informativi.

 

Palazzo Vecchio, 15 febbraio 2010