Mozione n. 614 approvata dal Consiglio Comunale
Nella seduta del 15 febbraio 2010
“Per allestire aree verdi
allergy-free”
IL CONSIGLIO COMUNALE
-
che
negli ultimi anni si è assistito al progressivo aumento della frequenza dei
casi di pollinosi e crisi asmatiche;
-
che le allergie costituiscono la terza causa di
malattia cronica nel nostro paese, riguardando circa il 20% della popolazione
(oltre 10 milioni di individui), con un’incidenza in rapida crescita
soprattutto nei bambini e nei giovani;
Considerato
-
che ISPESL (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza
sul Lavoro - Dipartimento di Medicina del lavoro) classifica le specie vegetali
in:
·
Specie vegetali completamente prive di effetti
nocivi
·
Specie vegetali che causano danni di natura
meccanica (mediante spine o aculei);
·
Specie vegetali che causano dermatiti da
contatto e pollinosi;
·
Specie vegetali che contengono veri e propri
tossici;
-
che la pollinosi è la più classica delle
allergopatie: si presenta con cadenza stagionale, durante il periodo della
pollinazione in soggetti diventati specificamente sensibili ai pollini di
determinate famiglie di erbe e di alberi;
-
che in Italia oltre il 10% della popolazione
presenta manifestazioni cliniche di pollinosi da allergia a piante arboree
(olivo, cupressacee, betulacee, corylacee) e erbacee (graminacee e urticacee,
composite, ambrosia);
-
che le allergie respiratorie sono causate da
fattori genetici ed ambientali. Tra questi l’inquinamento atmosferico svolge
sicuramente un ruolo importante in quanto, interagendo con i granuli pollinici,
può provocare l’infiammazione delle vie
respiratorie e facilitare la penetrazione degli allergeni scatenando
l’infiammazione allergica;
-
che l’ARPAT, nella newsletter su tematiche
ambientali n.157-2007 intitolata “IL VERDE PUBBLICO E LE PIANTE ALLERGENICHE”,
invita a tenere in considerazione per il verde urbano oltre ai criteri di
valore ornamentale, di coltivazione, dimensioni e uso, anche l’allergenicità
delle specie arboree; a introdurre piante di tipo femminile e di varietà
maschio-sterili, e non esclusivamente di tipo maschile, produttrici di polline,
oltre ad una corretta gestione della
manutenzione della vegetazione (potatura e/o sfalcio);
Sottolineato
-
che le piante da inserire negli spazi pubblici non
devono essere specie arboree con polline ad elevato contenuto allergenico
(cipresso, betulla, nocciolo, carpino, ontano);
-
che il verde urbano deve essere oggetto di
un’attenta politica di progettazione e manutenzione ottenuta tramite la
collaborazione fra professionalità diverse;
-
che la concentrazione dei pollini potrebbe
essere ridotta da una corretta manutenzione del verde pubblico, che rende le
aree più sane dal punto di vista allergenico, più gradevoli alla vista e facilita
la rimozione e impedisce l’accumularsi dei rifiuti
IMPEGNA IL SINDACO E
·
a dare disposizioni agli uffici del Comune
preposti alla cura del Verde Urbano al fine di attuare tutte le misure utili e
necessarie nel senso sopra descritto, favorendo impianti di essenze non
allergeniche;
·
a collocare all’ingresso nei giardini pubblici
una scheda informativa che indichi quali specie di vegetazione siano presenti e
riporti le caratteristiche e il grado di allergenicità delle stesse in modo da
permettere ai fruitori di riconoscere le flora presente e ai soggetti allergici
di non sostare in prossimità di piante che presentano rischi per la loro
salute;
·
a vigilare sui progetti che prevedano
l’allestimento di verde pubblico affinché gli stessi prevedano le cautele sopra
riportate;
·
ad individuare siti per l’allestimento di aree
verdi allergy-free con relativi cartelli informativi.
Palazzo Vecchio, 15 febbraio 2010