Ordine del giorno n. 26 approvato dal Consiglio Comunale

nella seduta del 15 gennaio 2007

“Per l’utilizzo del software libero”

 

 

 

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

VISTO

 

Che nel Piano Triennale degli Investimenti 2007-2009 sono presenti numerose voci di spesa relative ad acquisizioni di software per gli uffici comunali, tra cui

 

060225

Acquisizione software progetti aziendali

 

 

 

 

120.000

060206

Acquisizione software per uffici comunali

 

 

 

250.000

070013

Dotazione hardware e software di base per adeguamento SIT uffici comunali

 

850.000

050072

Dotazione hardware e software di base per uffici comunali

 

 

850.000

070009

Dotazione hardware e software per ufficio sit - prima tranche

 

 

300.000

070010

Dotazione hardware e software per ufficio sit - seconda tranche

 

 

550.000

060213

Acquisizione software per uffici comunali

 

 

 

300.000

070014

Dotazione hardware e software di base per adeguamento SIT uffici com.li

 

900.000

060208

Dotazione hardware e software di base per uffici comunali

 

 

850.000

070011

Dotazione hardware e software per ufficio sit - seconda tranche

 

 

800.000

070191

 Acquisizione software per uffici com.li

 

 

 

 

300.000

070015

Dotazione hardware e software di base per adeguamento SIT uffici comunali

 

850.000

070190

Dotazione hardware e software di base per uffici comunali

 

 

850.000

070012

Dotazione hardware e software per ufficio sit - seconda tranche

 

 

650.000

 

Voci che includono sia il necessario ammodernamento hardware, che l’acquisto di nuovo software, per un totale complessivo di 8 milioni e mezzo di Euro, cui si devono aggiungere quelli relativi ai positivi progetti E-firenze, BDPI,

 

CONSIDERATO

 

Che fin dal 2001 il Comune di Firenze è impegnato, grazie anche all’ordine del giorno 235/2001 del 2 aprile 2001 (fatto proprio dalla Giunta) che chiedeva, tra le altre cose, di “considerare nella creazione dei budgets di spesa i vantaggi derivanti da investire più in assistenza ed installazione e meno nel software in particolare impiegando software libero”, tanto da far risultare oggi il Comune di Firenze ai primi posti nei motori di ricerca come pubblica amministrazione che ha promosso il software libero,

 

CONSIDERATO

 

Che  l’utilizzo di software libero si sta diffondendo anche tra le pubbliche amministrazioni d’Italia come Roma e Lodi e nel mondo, come ad esempio il Comune di Monaco di Baviera, il Parlamento e la Gendarmeria francese, il Governo svizzero, il Governo russo, lo stato del Massachussets negli USA, il governo Brasiliano e, molto recentemente, perfino l’intera amministrazione statale del Belgio;

 

APPREZZATA

 

la disponibilità all’utilizzo del software libero da parte della Giunta di Firenze ed in particolare da parte dell’Assessore all’Informatizzazione che ha promosso l’utilizzo del software libero all’interno dei punti di accesso assistito del Comune di Firenze;

 

CONSIDERATO

 

Che la scelta verso il software libero non è soltanto ideale, nel senso che permette a tutti di conoscere i file sorgenti e di migliorare così i programmi, ma comporta anche un notevole risparmio economico e permette di trattare i dati in modo trasparente, esigenza fondamentale e costituzionalmente tutelata della Pubblica Amministrazione;

 

INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA

 

1)            A verificare tutti gli acquisti di software previsti per i prossimi 3 anni, con particolare riferimento al software di base per i pc degli uffici ed a promuovere l’installazione di software libero nei computer degli Uffici del Comune, sia su piattaforma Windows che su piattaforma Linux, con particolare riguardo ai pacchetti da ufficio ai browser di posta e web, per i quali il software open source ha ormai raggiunto standard qualitativi uguali o superiori a quelli proprietari;

2)            A dare disposizione agli uffici che nei futuri acquisti di software venga scelta come linea prioritaria l’uso di software libero e qualora questa non sia una via percorribile, di motivare per scritto questa scelta tecnica;

3)            A riferire in Consiglio su questa materia entro 90 giorni.

 

 

 

Palazzo Vecchio, 15 gennaio 2007